venerdì 15 febbraio 2013

Alligator by night

Photo by Larry Linch

Una sera, mentre passeggiava lungo l'alveo di un fiume nel Parco Nazionale Myakka a Sarasota (Florida), Larry si imbatté in un gruppo di alligatori. Era la stagione secca ed essi si erano rimpinzarsi dei pesci rimasti intrappolati nelle pozze lasciate dopo il prosciugamento del fiume.
Un grosso alligatore aveva chiaramente mangiato a sazietà. “Non aveva fretta di andare da nessuna parte”, dice Larry. “Così ho posizionato il mio treppiedi e la fotocamera a circa sette metri di fronte a lui, e ho messo a fuoco sui suoi occhi”.
Era appena passato il tramonto, Larry impostò il flash sul valore più basso, per fare solo quel po’ di luce sufficiente a catturare il riflesso degli occhi del coccodrillo. Come i gatti e molti altri vertebrati dalla vita notturna piuttosto attiva, gli alligatore hanno il cosiddetto tapetum lucidum, una struttura che riflette la luce verso le cellule visive della retina per aumentare la quantità di luce catturabile dagli occhi in condizioni di scarsa luminosità.
Il colore dei riflessi differisce da specie a specie. Negli alligatori è rosso, il che facilita un poco l’individuazione di alligatori in una notte buia. Maggiore è la distanza tra gli occhi e più lungo è il rettile. In questo caso, molto lungo!

Foto: Larry Linch.
Fonte: facebook.
Approfondimento: tapetum lucidum (wikipedia eng).

mercoledì 13 febbraio 2013

Scoperto nuovo coccodrillo gigante preistorico

Tyrannoneustes lythrodectikos, il gigante dei mari giurassici inglesi


Una recente ricerca pubblicata sul Journal of Systematic Paleontology descrive un nuovo genere di metriorinchide, un rettile acquatico parente dei moderni coccodrilli.

I resti fossili sono stati scoperti in Inghilterra, in una cava di argilla nei pressi di Peterborough, nel Cambridgeshire. Hanno un’età di 163 milioni di anni, risalgono quindi al medio Giurassico. 

I resti sono stati scoperti tra fine ‘800 e inizio ‘900 e una buona parte è poi giunta all’Hunterian Museum di Glasgow, dove solo di recente sono stati studiati da Mark Young e colleghi. 

Si tratta del più antico metriorinchide conosciuto. Lungo 4 metri, era il più grande predatore acquatico della zona.
I suoi denti sono seghettati e la mandibola suggerisce che potesse cacciare prede molto più grandi rispetto a tutti gli altri metriorinchidi, facendone quindi il dominatore incontrastato dei mari poco profondi che ricoprivano gran parte dell’attuale Europa e Inghilterra. 
Alcuni denti e altri resti isolati scoperti in altre zone potrebbero essere ricondotti a questa specie o a una affine ancora sconosciuta. 



Riferimento bibliografico: 
Young, MT, Brandalise de Andrade, M., Brusatte, SL, Sakamoto, M. & Liston, JJ (2013): The oldest known metriorhynchid super-predator: a new genus and species from the Middle Jurassic of England, with implications for serration and mandibular evolution in predacious clades. Journal of Systematic Palaeontology. DOI: 10.1080/14772019.2012.704948

Siti: 
http://novataxa.blogspot.it/2013/01/2013-tyrannoneustes-lythrodectikos_30.html
http://www.scottishgeology.com/old-croc-in-museum/
http://news.discovery.com/animals/dinosaurs/super-predator-130107.htm
http://www.inverness-courier.co.uk/News/Expert-doubts-Nessie-crocodile-link-01022013.htm
http://www.youtube.com/watch?v=XnBgwnrGb54

martedì 12 febbraio 2013

Fumettolandia: la nuova casa di Ettore e Baldo

Ho presentato Ettore e Baldo in questo post. Vorrei ora segnalare che il loro sito si è rimesso a nuovo e invitarvi quindi a passare a trovarli nella loro nuova, bellissima, casa virtuale: 
http://ettorebaldo.it

(clicca per ingrandire)

martedì 29 gennaio 2013

Quanto è piccolo un atomo?

Mi è capitato più volte di utilizzare esempi come arance, mele, case, automobili, transatlantici... per meglio far comprendere dimensioni che non sono alla nostra portata, cioè quelle del mondo microscopico e nello specifico del mondo atomico e subatomico.
Non che questo ci permetta di capire davvero queste grandezze: troppo, troppo distanti da qualunque realtà che sperimentiamo quotidianamente. Gli abissi dell'incredibilmente piccolo e dell'incredibilmente grande restano insondabili per le nostre limitate menti. Ma i paragoni hanno una loro utilità, e questo breve video ci aiuta ad addentrarci nel fantastico mondo degli atomi.
Perché è un mondo davvero incredibile e vale la pena dargli una sbirciata...
Buona visione!





domenica 20 gennaio 2013

Hai mai visto un coccodrillo nuotare?

Le riprese subacquee di coccodrilli sono sempre uno spettacolo. Questi animali, che paiono così impacciati sulla terraferma, una volta entrati in acqua si trovano nel loro elemento naturale e diventano nuotatori provetti.

Buona visione! 



Da notare, nelle sequenze ravvicinate al muso, la presenza della membrana nittitante, una sorta di terza palpebra che serve al coccodrillo quando sta sott'acqua. 
Un altro bel video con riprese subacquee ravvicinate è presente nel mio canale Youtube a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=cSgAjBxzU0Y

mercoledì 2 gennaio 2013

Quanti anni può vivere un coccodrillo?

E quanto può diventare grande? 
Ed è vero che i coccodrilli piangono? 
Scoprite le risposte a queste e altre domande nella pagina di Crocomania.com dedicata appunto alle... 


Curiosità e notizie incredibili sul mondo dei coccodrilli vi aspettano! 



giovedì 27 dicembre 2012

Miss Cocco dell'anno - 2012

E riprendiamo anche la tradizionale assegnazione di un premio veramente speciale, quello di Miss Cocco dell'anno: speciale perché non vi sono premi in palio e perché a dispetto del "Miss" vengono premiati indiscriminatamente coccodrilli maschi, femmine e bebè...
Dopo una pausa torniamo a presentare la "Miss" qui sul blog anziché sul sito per momentanei problemi di aggiornamento.

Ecco la più bella croco-foto per l'anno 2012 (clicca per ingrandire):

Caiman latirostris (caimano dal muso largo)
Foto di Virginia Parachu

lunedì 17 dicembre 2012

Happy WHITE Christmas!

Per i miei affezionatissimi tre lettori, ecco il consueto pensiero di Crocomania.com per le feste natalizie, quest'anno dedicato ai coccodrilli albini (e alligatori, come in questo caso!)
Uno sfondo per il vostro PC - come al solito a mezzo fra il trash e il kitsch... sempre per prenderci con il sorriso :o)

A tutti il mio più sincero augurio per un sereno Natale e buon anno nuovo.

clicca sull'immagine con il tasto destro e scegli "Salva con nome"

mercoledì 21 novembre 2012

Il muso dei coccodrilli è più sensibile delle dita umane

Traduzione dell’articolo 
di Ed Yong 



Di tutti gli aggettivi che si potrebbero usare per descrivere il muso di un coccodrillo, “sensibile” potrebbe non essere fra i più ovvi. Eppure le loro enormi mascelle, i denti appuntiti e le scaglie ossee celano un segreto sorprendente. I loro musi, e probabilmente tutto il corpo, sono ricoperti di piccole protuberanze che sono di gran lunga più sensibili delle punte delle nostre dita.
Queste protuberanze appaiono a un’osservazione attenta. Ognuna è come una piccola cupola, larga appena un millimetro, circondata da una scanalatura. Ce ne sono circa 4.000 sulle mascelle di un coccodrillo e all’interno della sua bocca. Coccodrilli e gaviali presentano queste piccole protuberanze praticamente su ogni scaglia del corpo, per un totale di circa 9.000. 

Queste strutture sono state descritte nel 1895 e gli scienziati le hanno utilizzate per identificare diverse specie d'allevamento di coccodrilli. Ma nessuno sapeva a che cosa potessero servire. Forse secernono oli impermeabilizzanti? O forse aiutano il coccodrillo a rilevare i cambiamenti di salsedine, elettricità, campi magnetici, o la pressione dell’acqua? Si facevano un sacco di ipotesi, ma pochi studi reali.

Nel 2002, Daphne Soares, dell’Università del Maryland, ha dimostrato che gli alligatori americani saprebbero orientarsi verso le increspature create da una sola goccia d’acqua, anche in completa oscurità. E le protuberanze sui loro musi sembrano avere un ruolo fondamentale. Fu una breve ricerca, ma incuriosì Duncan Leitch della Vanderbilt University, che voleva comprendere come funzionassero queste strutture. Con Ken Catania, Leicht ha dimostrato che si tratta di strutture sensoriali tattili, in grado di rendere il muso di un coccodrillo estremamente sensibile, nonostante la sua dura corazza.

Leitch ha analizzato le protuberanze, che chiama “organi sensoriali tegumentari” o ISO, su 18 giovani alligatori americani e su 4 coccodrilli del Nilo. 
Al di sotto degli ISO ha scoperto una vasta rete di terminazioni nervose. Sono tutte ramificazioni del grande nervo trigemino, che trasporta gli impulsi sensori dal muso dell’animale al cervello. Questo si divide in tre rami principali, di cui uno che va sopra l’occhio e uno che attraversa ogni mascella. Essi si ramificano ancora e ancora, passando infine attraverso i fori nel cranio per raggiungere gli stessi ISO.



Che tipo di sensazioni possono trasmettere queste terminazioni nervose? 
Leitch escludere alcune possibilità. Ha provato a immergere le zampe dei coccodrilli in acqua salata a diverse concentrazioni e ha scoperto che i nervi nei loro ISO non hanno reagito. Anche mettendo una batteria da 9 volt in acqua per creare campi elettrici, nessun risultato.
Ha scoperto invece che i nervi che alimentano gli ISO terminano in una varietà di sensori tattili. Alcuni finiscono negli strati più superficiali della pelle, che è eccezionalmente sottile sopra gli ISO ed è in grado di comprimersi al minimo tocco. Altri terminano in altre strutture chiamate corpuscoli lamellari che sono sensibili alle vibrazioni, o i corpuscoli di Merkel che rilevano la pressione.

Gli ISO sono straordinariamente sensibili. Leitch ha registrato l’attività dei nervi mediante elettrodi e stimolandoli con fili di von Frey - filamenti di nylon che possono essere premuti contro un lembo di pelle con una precisa quantità di forza. Ha scoperto che gli ISO più sensibili sono in grado di percepire forze di appena 78 milionesimi di Newton - sono cioè dieci volte più sensibili delle parti più sensibili delle nostre dita

Per vedere in azione questo straordinario organo di senso, Leitch ha provato a far cadere palline di cibo nelle vasche dei suoi coccodrilli, registrando il tutto con videocamere a infrarossi. I coccodrilli si sono rapidamente girati verso le increspature prodotte, muovendo la testa da un lato all’altro. Una volta che la loro pelle ha toccato il cibo, lo hanno afferrato in 50-70 millisecondi! In altre occasioni hanno aspettato sommersi fino a quando un pesce fosse passato tra le loro fauci spalancate. Ancora una volta, non appena la preda entra in contatto, il coccodrillo serra le fauci con uno scatto fulminante.

Leitch e Catania pensano che gli ISO aiutano i coccodrilli a catturare le loro prede percependo sia le increspature sull’acqua, sia il contatto diretto del cibo. 
Probabilmente utilizzano questi sensori anche per distinguere tra oggetti diversi all'interno delle loro mascelle, motivo per cui gli ISO sono più concentrati intorno ai denti. Le mamme coccodrillo trasportano uova e neonati nelle proprie bocche, quindi questo senso del tatto particolarmente sensibile consente loro di distinguere tra una prede (Mordi!) e un proprio cucciolo (Non mordere!).

Ma perché gli ISO nei coccodrilli si trovano sparsi su tutto il corpo, mentre negli alligatori sono presenti solo sul muso? “Questo è un grande mistero”, dice Leitch. Non ha rilevato alcuna differenza tra gli ISO posti su diverse parti dei suoi coccodrilli. Alcuni hanno ipotizzato che anche gli alligatori hanno ISO nel corpo ma che questi siano sepolti più in profondità nella pelle; Leitch però non ha trovato prove di questo. 
“Un’altra idea possibile - dice - è che gli antenati dei coccodrilli moderni li avessero su tutto il corpo e sulla testa, ma nel corso del tempo gli ISO sul corpo potrebbero essere stati persi nella linea che ha portato agli alligatori. E’ sicuramente ancora un enigma”. 

Riferimenti: Leitch e Catania. 2012. Structure, innervation and response properties of integumentary sensory organs in crocodilians. J Exp Biol http://dx.doi.org/10.1242/jeb.076836

Traduzione a cura del CrocoBlog - crocomania.blogspot.it


giovedì 1 novembre 2012

Fusione fredda? Certo, ma solo per uso militare

Nel vecchio blog su Splinder mi sono occupata più volte di “fusione fredda” - o come si preferisce definirla oggi “Reazioni nucleari a debole energia”, o LENR.
Segnalo ora un'inchiesta di Maurizio Torrealta per RaiNews, che prende spunto dalla notizia secondo cui la Corea del Nord avrebbe condotto test nucleari di tipo insolito: grazie agli interventi degli ospiti, chiarisce di cosa si potrebbe trattare e quali scenari geopolitici si possono aprire con la fusione fredda nelle mani dei militari (per di più di "stati canaglia").

L’inchiesta - di Maurizio Torrealta (marzo 2012)
Ospiti:
Emilio Del Giudice, fisico
Antonella De Ninno, ricercatrice ENEA
Carlo Jean, generale dell’esercito
Alessandro Politi, analista strategico

Link su youtube



Altri due video assolutamente imprescindibili:

- “Rapporto 41 - Fusione fredda, la rivoluzione negata” (2006)
L’inchiesta di Maurizio Torrealta chiarisce come la fusione fredda sia realtà scientificamente accertata ormai da anni, anche grazie a ricerche italiane, ma viene pubblicamente taciuta per motivi geopolitici e militari.
Link diretto al video (formato wmv)

- “Fusione fredda e nuove armi” (2008)
Conferenza del grandissimo prof. Emilio Del Giudice alla Camera dei Deputati (desolante la presenza quasi nulla di ascoltatori...), in cui mostra come sia ormai certa l’ipotesi che i militari conoscano bene la fusione fredda e l’abbiano già applicata su diversi fronti di guerra.
Conferenza in tre parti: prima, seconda, terza parte.


martedì 21 agosto 2012

Fumettolandia: L'aperitivo di Cavezzali

L'aperitivo di Cavezzali è una serie di vignette dall'ironia graffiante che potete leggere su Balloons.
Il tratto inconfondibile di Cavezzali, unito ogni volta a una massima degna dei più Grandi Saggi dell'Universo, si risolve in un'esplosione psichedelica in cui la logica non fa una grinza e il mondo ci si palesa, finalmente, come qualcosa dotato di senso.
Un senso tutto suo, ma un senso!


Un paio di assaggi (clicca per ingrandire):